10. TORINO VERDE

TORINO VERDE

Lo sapevate che, in Italia, tra le città con più di 200.000 abitanti Torino è quella con più alberi per persona? Io sono Enzo Rizzo, vivo a Torino da sempre e sono felice di questo primato: quasi 43 alberi per ogni 100 abitanti! Le città più piccole sono anche più verdi (Modena, Trieste e Cremona hanno più alberi che abitanti…) ma tra le grandi città la mia Torino è la più ricca: oltre 60.000 alberi disposti lungo 320 chilometri di storici viali alberati.

Parliamo di patrimonio arboreo: 147.000 alberi si trovano in città (di cui oltre 63.000 nei parchi), mentre oltre 177.000 alberi si trovano nei boschi della Collina che si eleva oltre il Po, con più di 70 specie diverse e 16 alberi monumentali. Sono quindi più di 300.000 alberi per oltre 800 000 abitanti: platani, tigli, ippocastani, aceri, pioppi, querce, olmi, noci, frassini, bagolari, ginko biloba…e mille altri.

Sempre tra le città con più di 200.000 abitanti, Torino è al quarto posto per il verde pubblico pro capite, dopo Padova, Venezia e Verona. Mentre altre grandi città come Roma e Milano possiedono singoli parchi storici di dimensioni inarrivabili, Torino vanta la bellezza di ben 51 parchi urbani.

Non posso elencarvi tutti i parchi di Torino! Ma lasciate che vi parli dei più belli.

Non si può non partire dal parco più famoso di tutti: il parco del Valentino, romantico luogo sui bordi del Po, il più vicino al centro storico. Pare che il suo nome derivi da una antichissima cappella dedicata a San Valentino da Terni, patrono degli innamorati, le cui spoglie ora riposano nella vicina chiesa di San Vito sulla collina al di là del fiume. Nel Seicento vi fu eretto il famoso castello, usato come residenza estiva dei Savoia. L’area passò da semplice parco fluviale del Po a struttura organizzata con raffinati giardini, e nell’Ottocento fu ristrutturato secondo il progetto romantico del paesaggista francese Barrillet-Dechamps.

Il parco del Valentino ha ospitato diverse esposizioni nazionali e internazionali. Per l’Esposizione generale italiana del 1884, fu realizzato il caratteristico Borgo medievale  su progetto di Alfredo d’Andrade, grande esperto appassionato di architettura medievale. Il Borgo ripropone molti elementi architettonici prelevati dai castelli piemontesi e valdostani del Medioevo, compresa la rocca visitabile.

Ospitò poi l’Esposizione generale italiana del 1898, della quale sopravvive la “Fontana dei dodici mesi”, e l’Esposizione internazionale di Torino del 1911.

Il parco più grande della città è il parco Carrara, alla periferia nord-ovest, che tutti i torinesi chiamano “La Pellerina” dal nome di una antica cascina. La cascina sorgeva sulla strada che i pellegrini percorrevano lungo l’antica via di San Michele che da Mont St.Michel passa per la Sacra di San Michele in val Susa e prosegue fino a Monte Sant’Angelo in Puglia (ne parla il mio amico Carlo nell’articolo dedicato alle Ley lines).

Il parco è molto sfruttato come luogo di passeggiate e di allenamenti. Nel suo perimetro ci sono diverse strutture sportive: una piscina all’aperto che dona refrigerio in estate, campi da calcio, una pista di pattinaggio liberamente fruibile, una pista da BMX in terra battuta, campi da bocce e da tennis.

Due laghi artificiali ospitano una fauna acquatica di germani reali, folaghe, gallinelle d’acqua e cigni, per non parlare dei grandi pesci e delle molte tartarughe che sono la delizia dei bambini. Tra la Dora e il Lago Grande, nella porzione nord del parco, sorge la seicentesca cascina la Marchesa, che è la sede organizzativa della annuale maratona di Torino (Turin Marathon).

Dove il Po riceve le acque dei suoi due principali affluenti in Piemonte, prima la Dora e poi la Stura, sorge una serie di parchi fluviali di una bellezza a tratti ancora selvaggia: Il parco Colletta, il parco della Confluenza, il parco dell’Arrivore alle Basse di Stura, la Riserva naturale del Meisino e dell’Isolone di Bertolla verso il paese di San Mauro.

Anticamente il parco Colletta era chiamato Regio Parco, nome che è rimasto al quartiere vicino; ma durante l’assedio di Torino del 1706 fu completamente distrutto. Ristrutturato negli anni ’80 del Novecento insieme agli altri parchi fluviali, è attraversato da un percorso ciclopedonale che collega Moncalieri a San Mauro passando anche per il Valentino.

Sulla Collina di Torino, sulla riva destra del Po, sorgono poi diversi bellissimi parchi. I più grandi e famosi sono in corrispondenza dei due punti più alti: intorno alla famosa Basilica sorge il Parco naturale della Collina di Superga, mentre al colle della Maddalena sorge il parco della Rimembranza. Altri parchi collinari con angoli di grande bellezza sono il parco Europa a Cavoretto, il parco di San Vito e il parco Leopardi. Ho parlato di questi parchi nell’articolo dedicato alla Collina di Torino.

Accanto al Palazzo Reale sorgono i Giardini Reali, creati nel Cinquecento, quando la capitale del regno sabaudo fu portata da Chambery a Torino. dall’architetto André Le Nôtre che si ispirò a Versailles e terminati nel tardo Seicento. Sono giardini di stile toscano, con una parte alta all’interno delle mura del palazzo e una parte bassa pubblica. Al loro interno spicca la “Fontana dei Tritoni”: una vasca in marmo bianco comprensiva di una statua di una Nereide circondata da Tritoni e da dodici statue di esseri acquatici.

Altri parchi urbani di buone dimensioni sono il parco Ruffini, che circonda il palazzetto dello sport con lo stesso nome, il parco Dora che ha riqualificato la zona sul fiume dove sorgevano le officine Savigliano legate alla Fiat e il notevole parco Cavalieri di Vittorio Veneto, la “Piazza d’Armi” dove venivano fatte le esercitazioni militari dei soldati che facevano base nella vicina caserma. Non ho spazio per parlarvi dei parchi delle ville cittadine: il parco di Villa Rignon su Corso Orbassano e quello della Villa Tesoriera su Corso Francia.

Non soltanto i parchi cittadini sono di enorme importanza per tutti i torinesi che li frequentano trovando molti motivi di svago e piacere; diversi di questi sono stati importanti anche per la mia vita personale.

Quando ero ragazzo ed ero un agente di Polizia, alcune delle vicende più importanti e incredibili mi sono accadute proprio molto vicino al parco della Rimembranza, al colle della Maddalena. A poche curve di distanza dal colle, quasi immerso nel parco, sorgeva un locale notturno molto famoso nel 2003: il “Meeting”, collegato alla villa del suo proprietario Vittorio Angiolini. La moglie di Angiolini fu trovata morta molto vicino al parco, e questa non fu che la prima di diverse morti dovute ad un serial killer chiamato “l’assassino del caschetto”. Molte scene ambientate nel verde del parco e della villa sono descritte nel mio romanzo “L’anello mancante” dove ho raccontato tutta la storia (lo trovate qui:
formato ebook
→ https://edizionitriplae.it/prodotto/lanello-mancante/
formato cartaceo → https://edizionitriplae.it/prodotto/lanello-mancante-2/)

Al bordo del parco dell’Arrivore, alle Basse di Stura, esisteva invece un altro locale, il “Max”, che è stato teatro di alcune vicende piuttosto torbide parecchi anni dopo, nel 2016. Intorno a questo secondo locale orbitavano il cugino di mia moglie e molti suoi amici, e anche in questo caso mi sono trovato ad affrontare diverse morti sospette, pur non essendo più in Polizia. Ho raccontato anche questa storia, nel romanzo “Nodo alla gola” (info https://carlobertot.com/i-miei-libri/)

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