
ALLUVIONE!
Mi chiamo Enzo, sono nato a Torino nel 1982 e da quando ho memoria la mia regione è stata spesso funestata da inondazioni e alluvioni. Negli ultimi decenni molte zone del Piemonte sono state colpite da eventi di piogge e nevicate improvvise e abbondanti, che hanno causato danni e devastazioni.
La “Grande alluvione” fu nel 1994. Nel novembre di quell’anno io avevo dodici anni e come tutti i ragazzi di quell’età non ero molto attento alle cose che avvenivano lontano dal mio quartiere. A casa mia c’era stata tantissima pioggia e le piazze, le strade e il parco sono stati inzuppati per giorni: il fastidio maggiore era quello di non potere uscire a giocare con gli amici.
Ma ricordo benissimo le immagini alla televisione: strade e autostrade chiuse, strade e piazze allagate. In realtà quell’occasione fu una delle peggiori per la regione. Si formò un’onda di piena sul fiume Tanaro che travolse molti paesi sul suo percorso: Ormea, Garessio, Ceva, Farigliano, Alba, Asti, Canelli, Felizzano, Alessandria. La piena distrusse quasi del tutto case, ponti, strade sul suo percorso. Anche altri fiumi come l’Orco e la Dora Baltea esondarono e alla fine il Po, raccogliendo tutta l’acqua, devastò Chivasso e Trino, con molta paura per la centrale nucleare.
Ci furono addirittura 69 morti!


Nel 2000 – ero appena diventato maggiorenne – ci fu un’altra settimana di pioggia devastante. Io potevo contare sul mio scooter, il mio fedele compagno, ma in quei giorni di metà ottobre era impossibile usarlo, neanche per andare a scuola. Avevo degli amici a Moncalieri che rimasero bloccati in casa, mentre molti ponti sulla Dora e sui fiumi del Canavese e delle valli di Lanzo furono chiusi, qualcuno rimase anche danneggiato. Con gli amici, andammo a vedere il quartiere di Borgo Dora sommerso dall’acqua. Volevamo andare fino al parco del Valentino, che era diventato un enorme lago, ma la confusione in città fu tale che alla fine ci rinunciammo.
Di quell’anno ricordo bene le notizie: 24 morti, 4 dispersi e decine di migliaia di persone sfollate in tutto il Piemonte.


Nel 2008 mi ero appena fidanzato con quella che sarebbe di lì a poco diventata mia moglie. Nel periodo delle grandi piogge di primavera, a fine maggio, ero con lei in Liguria e delle inondazioni del Piemonte abbiamo soltanto sentito parlare dalla televisione. Questa volta le zone colpite da inondazioni e frane erano state le valli della provincia di Torino e di Cuneo: Val di Susa, Chisone, Germanasca, Pellice, valle Po e Maira. A Torino la piena della Dora ha di nuovo portato alla chiusura di molti ponti.
Per fortuna quell’anno non ci furono vittime.

Ma quella che ricordo meglio è sicuramente l’alluvione del 2016.
Tra il 21 e il 25 novembre piovve ininterrottamente sulla pianura, mentre in montagna nevicava: a Sestiere cadde quasi un metro di neve. Le zone colpite furono di nuovo quelle del 2000: valle Bormida, val Pellice, val Chisone (dove ci fu una vittima) e soprattutto la valle del Tanaro. Di nuovo Ormea, di nuovo Garessio, Alba, Alessandria, di nuovo Farigliano. E a Torino la Dora, la Stura e il Po si alzarono più di 4 metri.
La piena del Po in città riuscì a staccare gli ormeggi dei due battelli storici delle mille gite sul fiume, Valentino e Valentina, che finirono miseramente la loro vita contro il ponte Vittorio Emanuele I.

A Farigliano, in provincia di Cuneo, la piena fu di più di 6 metri: proprio il paese dove la famiglia di mia moglie aveva una casa.

Ecco come erano ridotte le case sulle rive del Tanaro. Il 25 novembre mia moglie Luisa, mia suocera Giovanna e mio figlio Jacopo, di tre anni, rimasero isolati al primo piano della loro casa nel bosco vicino al fiume. Io e il cugino di mia moglie, Alberto, fummo costretti ad andarli a recuperare, con un salvataggio improvvisato sotto il diluvio.
Era un momento molto difficile per noi, e l’alluvione non ha fatto altro che peggiorare la situazione, incastrandosi in una storia complicata con un suicidio e altre morti sospette.
Non dimenticherò mai quei giorni: ho raccontato tutto nel romanzo “Nodo alla gola” (info https://carlobertot.com/i-miei-libri/)
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